Il nuovo osservatorio meteorologico dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte

 

Presso l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte è stato attivo per decenni uno dei più antichi osservatori meteorologici d’Italia. Le prime misure risalgono, infatti, alla prima metà del 1800, quando l’area della provincia di Napoli era ancora priva di insediamenti urbanistici significativi. Le colline del Vomero, dei Camaldoli, di Posillipo e la zona di Capodimonte erano territori completamente verdi, profondamente diversi dalla realtà attuale.

Per riprendere questa importantissima attività di monitoraggio meteo-ambientale, nella primavera del 2011 è stata installata una centralina elettronica di rilevamento dei principali parametri meteorologici (temperatura, umidità, pressione, pioggia, direzione ed intensità del vento, radiazione solare globale e frazione ultravioletta), oltre ad un sensore di presenza nubi ed un altro ancora di rilevamento scariche elettriche atmosferiche. Un quadro sensoristico completo, che renderà possibile il confronto tra le serie storiche disponibili e le nuove acquisizioni, verificando, in termini quantitativi e al di la del controverso fenomeno del Global Climate Change, quanto possa essere rilevante l’impatto dei processi di urbanizzazione sul clima a scala locale.

 

Andamento meteorologico osservato dalla riattivazione della strumentazione di rilevamento.

Le misurazioni della nuova postazione di monitoraggio meteorologico, dopo la fase iniziale di test, hanno assunto una piena regolarità nella seconda metà del mese di maggio. I mesi relativamente ai quali esistono serie complete di dati sono quelli da giugno 2011 ad ottobre 2011.

Il numero di mesi è ancora troppo esiguo per poter applicare le formule per la definizione climatica di un sito (occorrono i dati relativi ad almeno un anno di misurazioni); quando ciò sarà possibile, si applicherà la teoria di Köppen per la valutazione climatica zonale del sito su base termica (Clima tropicale, sub-tropicale, temperato, freddo, polare), si valuterà l’Indice di Ivanow per la valutazione della marittimità o del grado di continentalità, si valuterà il grado di aridità del sito tramite le formulazioni del De Martonne, ed altro ancora. In tal modo si potrà avere un riscontro analitico di una eventuale modificazione strutturale del Clima di Capodimonte.

Si effettuerà ora un primo bilancio meteo-climatico, confrontando i dati termici e pluviometrici rilevati quest’anno, con quelli medi rilevati nel periodo 1866-1950.

I parametri oggetto di analisi sono le temperature e le precipitazioni. Di seguito, con riferimento all’anno 2011, si riporta una tabella riportante le temperature minime e massime medie mensili, con i valori estremi rilevati (minima più bassa e massima più alta) e la quantità di precipitazioni mensile.

 

ANNO 2011

MESE

MTmin

MTmax

MTday

Min min

Max max

MM

Giugno

20,2

27,4

23,2

16,6

32,3

69,8

Luglio

21,7

28,5

24,8

18,6

34,9

56,4

Agosto

23,0

31,1

26,6

20,1

37,2

0,0

Settembre

21,2

28,7

24,5

14,6

34,4

1,5

Ottobre

15,3

22,3

18,6

10,2

29,2

70,4

 

Confronto con i valori medi climatici su base storica

L’analisi della tabella sopra riportata consente di due ordini di analisi. La prima è quella relativa alla variabilità dei parametri oggetto di indagine nel corso dell’anno e la seconda quella di confronto con i dati climatici.

Con riferimento alla prima si può osservare che:

  1. il mese di luglio è stato più fresco del mese di settembre (di solito accade il contrario);
  2. il mese di agosto è stato privo di precipitazioni, superato nettamente dal mese di luglio (di solito accade il contrario);
  3. i mesi di giugno ed ottobre hanno avuto circa lo stesso accumulo pluviometrico (di solito ottobre sopravanza nettamente il mese di giugno).

Con riferimento alla seconda tipologia di indagine è possibile predisporre una tabella con gli scarti (positivi o negativi) tra le temperature e le precipitazioni aventi valore di riferimento climatico (contraddistinte da *) e quelle misurate nel 2011.

I valori climatici dell’Osservatorio di Capodimonte considerati nel presente studio sono relativi al periodo 1866-1950.

MESE

MTmin*

∆T

MTmax*

∆T

MTday*

∆T

MM*

∆P

Giugno

17,7

+2,5

25,6

+1,8

21,5

+1,7

35,1

+34,7

Luglio

20,3

+1,4

28,5

=

24,2

+0,6

16,4

+40,0

Agosto

20,4

+2,6

28,5

+2,6

24,2

+2,4

25,0

-25,0

Settembre

18,1

+3,1

25,4

+3,3

21,5

+3,0

76,1

-74,6

Ottobre

14,5

+0,8

20,6

+1,7

17,3

+1,3

127,4

-57,0

 

Temperature

Il processo di riscaldamento dell’atmosfera in termini di “Local Warming” emerge con forte evidenza dalla tabella sopra riportata. C’è da osservare che il campione considerato è statisticamente molto limitato ma, malgrado ciò, si può osservare che tutti i mesi presi in esame mostrano un forte scarto positivo tra i valori climatici del periodo 1866-1950.

Lo scarto massimo è quello relativo al mese di settembre, con una punta di +3,3°C sui valori medi delle temperature massime. L’unico valore privo di scarto è quello relativo alla media delle temperature massime del mese di luglio. Ma il luglio del 2011 è stato un mese particolarmente freddo se riferito all’andamento degli ultimi decenni.

 

Precipitazioni

Le precipitazioni sono state piuttosto copiose nella prima parte dell’estate, portando ad un accumulo (126,2 mm) pari a più del doppio rispetto a quello che normalmente si registra nel bimestre giugno-luglio (51,5 mm). Estremamente siccitosi i mesi di agosto e settembre, con precipitazioni pari solo all’1,5% di quelle che cadono normalmente in questi due mesi. Anche ottobre registra un deficit pluviometrico, seppur più contenuto.

 

Conclusioni

L’analisi di questo piccolo campione di dati, ove mai venisse confermata dalle misurazioni termometriche future, darebbe conferma di una fortissima modificazione dello status termometrico dell’area di Capodimonte. Tale modifica andrà poi ulteriormente analizzata per cercare di risalire all’aliquota dovuta al “Local Warming” e a quella verosimilmente riconducibile al “Global Warming”.

 

Ingegner Alberto Fortelli
Dottorando di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

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