Il Clima e i suoi cambiamenti

I climatologi s’interessano sia delle caratteristiche climatiche sia dei fattori (naturali o umani) che possono favorire un cambiamento climatico. Lo studio del clima è un processo lungo: per poter individuare le caratteristiche climatiche di una località la durata minima delle osservazioni è dell’ordine dei 30 anni (Organizzazione Meteorologica Mondiale, 1950).

In questo lasso di tempo vengono studiate grandezze quali:

  • elementi climatici che sono i fenomeni fisici misurabili dalle stazioni meteorologiche e sono: temperatura, umidità, pressione, intensità e durata delle radiazioni solari, precipitazioni, nuvolosità, vento;

  • fattori climatici che sono le condizioni che producono variazioni sugli elementi climatici, quali:

    • fattori zonali come latitudine, circolazione generale atmosferica, effetto serra, che agiscono regolarmente dall’equatore ai poli;

    • fattori geografici come altitudine, presenza di catene montuose, vicinanza al mare, raggi solari, che agiscono in modo diverso per ogni località.

Il nostro clima

La nostra zona geografica di appartenenza è la cosiddetta “zona temperata”, nella quale possiamo individuare almeno tre tipologie di clima: clima subtropicale umido, clima temperato fresco oceanico, clima mediterraneo.

Nonostante alcune diversità, esistono tre principali caratteristiche che li accomunano, quali:

  • la presenza di quattro stagioni sufficientemente diverse tra loro;

  • temperature moderate che garantiscono la crescita della vegetazione;

  • precipitazioni abbondanti che contribuiscono allo sviluppo vegetale.

Il clima mediterraneo, è il meno esteso dei climi mesotermici (si dice tale il clima in cui la temperatura media del mese più freddo è compresa tra 2° e 15° C). È caratterizzato da un lungo periodo di siccità estiva ed inverni miti, con gelate sporadiche. Grazie alla presenza del mare che trattiene il calore estivo e lo rilascia durante l’inverno, ci sono escursioni termiche giornaliere ed annue modeste (inferiori a 21°C).

Il nostro mar Mediterraneo è un bacino semichiuso con una forte evaporazione e un ridotto apporto di acque dolci fluviali.

Nei mesi estivi l’evaporazione è relativamente ridotta a causa dei venti non eccessivamente frequenti e dell’elevata umidità, al contrario nei mesi invernali l’evaporazione è molto elevata a causa dell’aria fredda e della prevalenza di venti secchi di origine continentale.

Il golfo di Napoli è un’insenatura del mar Tirreno meridionale, compresa tra la penisola flegrea a nord-ovest (capo Miseno) e la penisola sorrentina a sud-est (punta Campanella). (De Maio et al., 1973). Le vie marine di accesso al golfo sono quattro:

La particolare conformazione morfologica sia dei fondali marini, che della costa, permette l’osservazione, al suo interno, di differenti microclimi (più continentale rispetto al centro della città, ad esempio, risulta essere la zona di Capodichino, dove è situato l’unico aeroporto cittadino, al pari della maggior parte dei quartieri della zona nord del capoluogo, come Poggioreale o Secondigliano). Anche la zona dei Camaldoli, a causa della maggiore altitudine, si caratterizza per un clima leggermente più freddo nei mesi invernali, ed un clima meno afoso in quelli estivi.Non sono mancati però anche episodi di gelo: restano infatti celebri le nevicate su Napoli di: feb 1956, gen 1963, mar 1971, 25 feb-10mar-1dic 1973, 2627 febbraio 1975, dal 2 al 9 gen 1985, feb 1986, 16 dic 1988 e 26 gen-1 mar 2005 (accumuli fino a 10 cm anche lungo la costa).

di Giusy Martorano
Dottore di Ricerca in Scienze Ambientali

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